Parliamo del maestro: Franco è sicuramente l'insegnante che tutti avremmo voluto incontrare fin dalla tenera infanzia. E' colui che riesce a far venire fuori il meglio di te, colui che ti esalta e ti fa volare alto anche quando sei tristemente consapevole dei tuoi limiti. Con lui non ci si sente mai inadeguati, non si ha mai paura di osare e anche ciò che sembra razionalmente irrealizzabile (soprattutto da mani inesperte), sotto la sua guida diventa plausibile e raggiungibile. Chiunque di noi di fronte al suo candore e alla sua fiducia finisce per capitolare e di fronte alla paura e all'indecisione alla fine si ritrova a dire 'perchè no? perchè non potrei provare anch'io?'. Bellissimo. Quale migliore maestro potremmo desiderare?
Ma. C'è un 'ma'. In questo periodo c'è un'altra figurina che si aggira tra i tavoli da lavoro dispensando la sapienza delle sue mani, qualcuna di nostra conoscenza non proprio digiuna di scultura, qualcuna che ha realizzato opere ben più complicate di una "semplice" testa... certo che la conosciamo. Ebbene, noi ci ritroviamo lì a lavorare, tra lui e lei, da una parte l'uno che ci fa sentire degni di Canova e dall'altra lei che ogni tanto poggia lievemente le mani sul nostro lavoro per darci una dritta dal punto di vista pratico. Il cuore e le mani. Saremmo potuti essere allievi più fortunati?
Ecco, mostriamo pure la nostra beneamata che si cimenta per Archeolab in un lavoro non proprio facilissimo...












